Credito di Imposta

Con la Legge Finanziaria 2017, L. 232 dell’11.12.2016, è stato previsto un pacchetto di incentivi fiscali da riconoscere ai soggetti che investono nell’innovazione aziendale, prevedendo, tra gli altri, un potenziamento del credito d’imposta ricerca e sviluppo, la proroga del super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi e l’introduzione dell’iper-ammortamento per l’acquisto di hardware e software funzionali alla trasformazione tecnologica/digitale aziendale.

La legge di bilancio 2017 apporta quindi significative modifiche al credito d’imposta per ricerca e sviluppo, che avranno effetto a decorrere dal periodo successivo a quello in corso al 31/12/2016.

 

Le novità avranno efficacia a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2016 (ossia dal 2017 per i soggetti solari), con la conseguenza che ci saranno due diverse modalità di conteggio del credito: la prima per il biennio 2015-2016, la seconda per gli anni 2017-2020.

 

L’agevolazione, si ricorda, si sostanzia nel riconoscimento di un credito d’imposta sulla spesa incrementale relativa ai costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalle imprese.

Tra le principali novità introdotte al credito d’imposta R&S si segnala quanto segue:

-       Periodi agevolati: viene esteso di un anno, fino al 31/12/2020, il periodo nel quale occorre effettuare gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo per poter beneficiare del bonus

-       Soggetti interessati: il credito d’imposta può essere utilizzato anche dalle imprese residenti o dalle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati UE/SEE ovvero in Stati facenti parte della “white list”

-       Misura: il bonus sarà riconosciuto nella misura unica del 50% per tutte le tipologie di spese ed aumenterà da 5 a 20 milioni l’importo massimo annuale riconoscibile a ciascun destinatario.

-       Spese ammissibili: sono ammesse al credito d’imposta le spese relative a tutto il personale impiegato in attività di R&S, non essendo più richiesta la qualifica di “personale altamente qualificato”.

-       Compensazione: il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi per le attività in ricerca e sviluppo sono stati sostenuti

 

Le spese agevolabili – La legge di bilancio 2017 prevede espressamente l’ammissibilità al credito d’imposta delle spese relative a tutto il personale impiegato in attività di R&S, sia altamente qualificato sia tecnico.

Viene così superato il necessario possesso di particolari requisiti per il personale “tecnico” impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo; tale tipologia di spese era stata inclusa, in via interpretativa con la CM 5/2016, tra quelle relative alle competenze tecniche, agevolabili in misura pari al 25%.

Per effetto delle modifiche, quindi, dal 2017, i costi rilevanti ai fini del bonus saranno quelli riconducili ad una delle seguenti categorie:

 

a)

personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore diricerca o iscritto ad un ciclo di dottorato presso una Università italiana o estera ovvero in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico

b)

personale non qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo

c)

quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti DM 31/12/88, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a €.2.000 al netto dell’Iva

d)

spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative (“ricerca extra-muros”);

e)

competenze tecniche e privative industriali (anche acquisite da fonti esterne) relative a: un’invenzione industriale/biotecnologica; una topografia di prodotto a semiconduttori; una nuova varietà vegetale

 

Per le società che non sono tenute alla revisione legale dei conti e che non hanno un organo di controllo interno, la norma riconosce un contributo sotto forma di credito d’imposta pari alle spese sostenute per l’attività di certificazione contabile, entro un limite di costo annuo di Euro 5.000.

 

Sugli investimenti in ricerca e sviluppo annuale effettuati dall’esercizio 2017 al 2020, per valori eccedenti gli Euro 30.000 ed incrementali rispetto alla media degli investimenti riferibili agli anni 2012, 2013 e 2014 (se l’attività è iniziata da meno di 3 anni si considerano i periodi d’imposta dalla data di costituzione) la norma riconosce un’unica aliquota del credito d’imposta del 50% per tutte le tipologie di spesa richiamate più sopra.

 

Per ciascun beneficiario spetta annualmente un credito d’imposta per un importo massimo di 20 milioni di Euro.

 

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ed a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

Per gli investimenti realizzati nel 2017 il credito d’imposta maturato può essere utilizzato a partire dal 1.1.2018, mediante l’indicazione del codice tributo 6857 in F24.

Qualora tale credito d’imposta non sia utilizzato in tutto o in parte, l’ammontare residuo potrà essere utilizzato nei periodi di imposta successivi, a seguito di corretta indicazione nel quadro RU del modello UNICO relativo al  periodo di imposta in cui il credito è maturato.

Si ricorda che il credito d’imposta maturato può essere fruito annualmente per importi anche superiori al limite di Euro 250.000 valido per altri crediti d’imposta agevolativi; inoltre non si applica il limite generale di compensabilità di crediti d’imposta e contributi pari a Euro 700.000 e non opera il divieto di compensazione per i crediti erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali di ammontare superiore a Euro 1.500.

 

La maggiorazione del 40% del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali “nuovi” prevista dalla stabilità 2016, i cosiddetti “Super ammortamenti”  non rileva ai fini determinazione delle quote di ammortamento eleggibili al credito di imposta (CM 5/2016).

 

Tale credito è cumulabile per la stessa attività di ricerca con altre agevolazioni fiscali derivanti, ad esempio, da bandi regionali e comunitari HORIZON 2020, purché la sommatoria degli incentivi fruiti non ecceda la sommatoria dei costi sostenuti per gli investimenti, raggruppati per categorie e verificandone il periodo di competenza.

Tale credito d’imposta non concorre alla formazione della base imponibile di IRES, IRAP né di addizionali regionali e comunali, né rileva al fine della determinazione della quota di interessi passivi deducibili dal reddito d’impresa (ROL).

L’agevolazione in esame non rileva ai fini del calcolo degli aiuti de minimis.

Si ricorda infine la piena complementarietà anche con il Patent box (incentivo fiscale quinquennale per gli Intellectual Property aziendali): i costi ammissibili al credito di imposta rilevano per l’intero ammontare anche ai fini della determinazione del reddito agevolabile da Patent Box.